Capita, più spesso di quanto vorrei, di incontrare persone nuove che non sono altro che copie e fotocopie di altre che
ricordo poco piacevolmente.
Le riconosco abbastanza facilmente per l'ansia di piacere e di fare buona impressione e all'inizio di una conoscenza è naturale dare il meglio di sè, successivamente però questa
tensione dovrebbe scomparire e lasciare spazio alla genuinità.
I motivi di questo atteggiamento sono caratteriali, tuttavia sapere che chi mi sta di fronte non è veramente sè stesso mi crea un fastidio inutile, e dal momento che non farò la
stessa cosa non trovo un solo motivo per partecipare alla farsa.
Una regola che mi impongo è il beneficio del dubbio sulle impressioni immediate, però devo ammettere che nonostante cerchi di razionalizzare l'istinto è più affidabile e raramente sbaglia.
Internet è una lente d'ingrandimento spietata per certi aspetti, gira e rigira ci incontri le stesse persone, legate e collegate ad altre come il DNA, con le le contraddizioni e le incoerenze di chi nella vita interpreta un ruolo.
Non posso immaginare una sola giornata vissuta fingendo di essere diversa, a parte il grande sforzo richiesto, mi
sentirei in colpa a rinnegare me stessa.
Il disagio che provoca il sentirsi inadeguata posso vederlo in chi ne è schiavo.
Non amo le persone artefatte e loro non amano me, farne a meno non è affatto un dispiacere.

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